Zanzibar autentica: un viaggio tra maree, emozioni e incontri indimenticabili
“Il viaggio che ti riempie gli occhi e che ti scuote l’anima”.
Ecco cosa è stato Zanzibar per Gabriella, una delle partecipanti al nostro viaggio di gruppo organizzato con accompagnatore Domino Experience.
Un racconto autentico, fatto di emozioni, colori, incontri e paesaggi che vanno oltre la semplice idea di vacanza tropicale.
Zanzibar tra fotografia, emozioni e paesaggi che cambiano ogni minuto
Sono appassionata di fotografia e la macchina fotografica è un accessorio che non può mai mancare nella mia valigia. Zanzibar, per chi ama osservare e catturare dettagli, è un susseguirsi continuo di immagini incredibili: colori intensi, cieli che cambiano improvvisamente, volti autentici e scenari che sembrano dipinti.
Non mi dilungo a parlare delle bellissime isole che abbiamo visto, delle loro spiagge coralline bianchissime, del mare dai colori verde e turchese, delle piantagioni di spezie — un vero viaggio sensoriale tra profumi e sapori — del vivace mercato di Stone Town, della visita al parco delle tartarughe o dell’esperienza di snorkeling circondati da pesci multicolore e stelle marine di ogni forma e grandezza.
No, quello che cercavo in questo viaggio era altro. E le aspettative sono state pienamente esaudite.
Le maree di Zanzibar: uno spettacolo che lascia senza parole
Il resort, sulla costa est dell’isola, era affacciato direttamente sull’oceano e ogni mattina, di buon’ora, potevo assistere allo spettacolo delle maree.
È stata la mia prima esperienza di questo tipo e non immaginavo che questo fenomeno potesse affascinarmi così tanto.
La bassa marea del mattino intrappolava le barche e svelava enormi distese di sabbia.
Il paesaggio si impreziosiva osservando le donne del posto, con i loro abiti sgargianti, chine nell’acqua a raccogliere molluschi.
Un’altra scena che mi ha colpita profondamente è stata vedere gruppi di uomini spingere con fatica le barche fuori dalla secca per raggiungere il largo e iniziare la giornata di pesca.
Guardando l’orizzonte si vedevano fasce di colore che variavano dall’azzurro al verde, trasformandosi continuamente con il passare delle nuvole in un cielo diverso ogni mattina. Io lo avevo soprannominato “il mare a righe”, perché sembrava davvero che l’oceano fosse dipinto con infinite sfumature che cambiavano di continuo davanti ai miei occhi.
A volte cieli plumbei dominati da giganteschi nuvoloni minacciosi, con sfumature dal grigio fumo al viola scuro, quasi nero, come se una tempesta fosse imminente.
Poi, lentamente, con il sorgere del sole, iniziava una danza di colori più chiari e intensi. Le nuvole svanivano lasciando spazio a un cielo terso e a un sole abbagliante.
Il villaggio delle capanne di fango: la vera anima di Zanzibar
Abbiamo fatto escursioni in luoghi bellissimi di cui mi sono inevitabilmente innamorata, ma ciò che più mi è entrato nel cuore sono stati gli sguardi sinceri delle persone incontrate durante la visita al villaggio delle “capanne di fango”.
Abitazioni tradizionali costruite letteralmente con fango e foglie di palma.
Qui ho trovato il sorriso più luminoso.
Mi sono emozionata quando, al nostro arrivo, queste persone ci hanno accolto con abbracci e gioia, come fossimo vecchi amici.
Ci hanno aperto le porte delle loro case mostrando con grande dignità dove e come vivono.
Qui si percepisce fortissimo il contrasto tra l’estrema semplicità della vita quotidiana e la straordinaria ricchezza naturale dell’isola.
I bambini, tantissimi, scalzi lungo strade sterrate immerse nella natura selvaggia, facevano a gara per prenderti per mano e cercare attenzioni.
Nel villaggio c’erano soprattutto donne vestite con abiti coloratissimi, sorridenti e felici. Alcune cantavano e ballavano coinvolgendo il nostro gruppo.
Alcune ragazze, incuriosite dalla mia macchina fotografica, si mettevano in posa improvvisandosi modelle e divertendosi almeno quanto me.
L’emozione della visita alla scuola di Kidoti
Altro ricordo indelebile è stata la visita all’asilo e scuola elementare di Kidoti.
Anche qui i bambini ci hanno accolto con gioia, allegria e voglia di coccole.
All’inizio ho notato alcuni sguardi seri e perplessi verso la macchina fotografica che avevo in mano. Dopo aver scattato le prime foto, mostravo loro l’immagine sul monitor della fotocamera.
È stata un’esplosione di entusiasmo.
Rivedersi nelle fotografie ha sciolto ogni diffidenza e i sorrisi hanno preso il sopravvento. Tutti volevano essere fotografati e i più intraprendenti chiedevano la macchina fotografica per scherzare tra loro.
Altri bambini giocavano e cantavano insieme alle maestre e ad alcuni componenti del nostro gruppo, mentre nelle aule le insegnanti cercavano con fatica di mantenere l’attenzione tra il caos allegro che avevamo portato.
Zanzibar: un viaggio di gruppo che lascia qualcosa dentro
Dal punto di vista paesaggistico Zanzibar offre tantissimo, ma ciò che rimarrà davvero indelebile nel mio cuore è il contatto umano che si è creato durante questo viaggio.
Il piccolo omaggio portato alle persone del posto è stato ampiamente ricambiato dagli occhi e dai sorrisi pieni di gratitudine che ci hanno accolto.
Questa tipologia di viaggio mi ha fatto scoprire una Zanzibar diversa:
- l’incanto delle isole che scompaiono con il ritmo delle maree;
- la sensorialità delle piantagioni di spezie;
- la vera ricchezza nascosta tra le strade sterrate e le case di fango.
Viaggio di gruppo organizzato da Domino Experience
Un doveroso ringraziamento va anche ai compagni di viaggio che hanno condiviso questa esperienza.
Al momento dei saluti avevamo le lacrime agli occhi, e questo dice tutto sul legame che si era creato.
Il viaggio è stato organizzato da Domino Experience con la professionalità che avevo già avuto modo di conoscere e che ancora una volta si è confermata.
Marzia è stata la nostra accompagnatrice: allegra, simpatica e sempre disponibile per ogni esigenza del gruppo.
Said, il nostro punto di riferimento locale, ci ha accolti con il tipico saluto “Jambo Bwana” e con il mantra “Hakuna Matata”: nessun problema, è tutto ok.













